Oscar Di Maio

Discendente della famiglia storica (dal 1875) di attori napoletani dei Di Maio, debutta artisticamente all’età di otto anni come bambino prodigio, ballando il tip-tap e cantando le macchiette napoletane di Pisano e Cioffi. Lo stesso anno recita per la prima volta al Teatro Duemila di Napoli, con la commedia Torna al paesello utilizzando come pseudonimo il cognome della madre Maria, attrice. Figlio del Cav. Mariano Paolozzi, preside scolastico, e Maria Di Maio, attrice teatrale, all’età di tredici anni, debutta al Teatro Sannazaro, gestito da Nino Veglia e Luisa Conte, dove già lavoravano la madre, la zia Olimpia Di Maio (attrice e commediografa) e lo zio Gaetano Di Maio (commediografo). Nel corso della carriera recita in varie forme di spettacolo come la commedia, la sceneggiata, l’avanspettacolo ed il varietà, recitando con gli artisti Enzo CannavaleCarlo Taranto e Nino TarantoPietro De VicoGennarino PalumboUgo D’AlessioEnzo VitaleRosalia MaggioBeniamino MaggioTrottolino. Parallelamente all’attività di attore, continua ad incidere canzoni napoletane ed in particolar modo il repertorio della macchietta.

Nel 1997 debutta televisivamente con ‘O cafone, personaggio che fonde la tradizione teatrale napoletana con la cultura popolare provinciale casertana. In breve tempo ‘O cafone diventerà una maschera, apprezzata da Roberto De Simone e Valerio Caprara, il quale lo definirà il Pulcinella del 2000.

In televisione, nel 1997, è protagonista dello spot italiano della Volkswagen Polo, candidato al TeleGatto di quell’anno. Nel 1998 partecipa alla miniserie TV Dio ci ha creato gratis, con Nino Manfredi e Leo Gullotta.

Nel 2014 è tra i protagonisti dell’ottava puntata della prima stagione di Gomorra, dove interpreta Luigi Fabbretti, sindaco di Giugliano in Campania.

Nel 2017 torna al cinema interpretando Arturo Cavasino nel film di Toni D’Angelo Falchi, con Fortunato Cerlino e Michele Riondino.